Hard disk esterni: archiviazione in sicurezza e libertà.

Si sente sempre parlare della necessità di pulire la memoria del proprio smartphone, tablet o phablet e il conseguente timore di perdere ricordi fissati in file video, audio e foto. Sono diverse le soluzioni che si prospettano per pulire il nostro dispositivo ma prima di affrontare qualsiasi decisione meglio sarebbe informarsi bene per non sbagliare, soprattutto approfondendo gli aspetti tecnici che non sono tanti ma importanti, facendolo grazie alle numerose informazioni ricavate da siti del settore come il seguente: Hardisketerno.it è infatti dedicato interamente al mondo degli hard disk e memorie esterne.

Per procedere ad uno storage sicuro e libero, la soluzione si chiama “hard disk esterno”, elemento concreto che ci permette di caricare i nostri file archiviandoli in modo organizzato. E questo, senza doverci connettere ad alcuna cloud possibile solo entrando in Rete.

Esistono poi hard disk esterni da 3,5 e da 2,5 pollici, le chiavette usb e i più avanzati sono i dischi a stato solido, le SSD, l’ultima frontiera dello storage che però pare abbia una serie di problemi e di difficoltà tra cui il prezzo decisamente troppo elevato.

Ma parlando di hard disk esterni, come sono alimentati?

Tramite una normale presa di corrente o tramite il collegamento al computer con un normale cavo usb riconosciuto dal pc prima di attivarlo. 

Nel primo caso, parliamo di Hard Disk da 3,5 pollici, NAS o stazioni multimediali da collegare alla rete elettrica di casa o dell’ufficio.

Questi dispositivi non devono però essere riempiti completamente perché serve lasciare spazio per permettere al dispositivo di operare senza problemi e a lungo.

La vita di questi strumenti, infatti, è in genere molto lungo se si rispettano semplici regole di manutenzione come ad esempio la deframmentazione da ripetere regolarmente. Inoltre possono essere sovrascritti diverse volte e questo permette modifiche nel corso del tempo.

La velocità di lavoro di un hard disk esterno si misura in RPM acronimo di “revolutions per minute” ovvero “rotazioni al minuto” che rappresentano il numero di giri compiuti in un minuto dalla testina dell’hard disk. Nei dischi esterni da 3,5 pollici la velocità è di 7.200 RPM, in quelli da 2,5 pollici arriva anche a 5.400 RPM.